Tasso legale al 2% dal 1° gennaio 2025: cosa cambia e quali implicazioni
- La nuova misura del saggio degli interessi legali
Con il Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze (MEF) del 10 dicembre 2024, è stato stabilito che, a partire dal 1° gennaio 2025, il saggio degli interessi legali di cui all’art. 1284 del Codice Civile sarà fissato al 2% annuo.
Questo aggiornamento incide in modo significativo su:
- Ravvedimento operoso per omessi o tardivi versamenti di imposte;
- Rateizzazioni con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e/o con altri enti;
- Interessi di mora nei rapporti civili o commerciali, in assenza di pattuizioni specifiche.
- La serie storica del tasso legale
L’andamento del tasso legale negli ultimi anni mostra il passaggio da valori prossimi allo zero a un netto aumento. Di seguito la progressione più recente:

Si evidenzia così un periodo di tassi molto bassi (tra il 2014 e il 2022), seguito da un sensibile incremento (5% nel 2023, 2,5% nel 2024) e l’assestamento al 2% dal 2025.
- Effetti pratici dell’adeguamento al 2% nel 2025
3.1. Ravvedimento operoso e rateizzazioni fiscali
- Ravvedimento operoso
- Chi regolarizza omessi o tardivi versamenti dovrà calcolare gli interessi legali in base ai diversi tassi vigenti nei vari periodi. Per il 2025, si applicherà la nuova aliquota del 2%.
- Rateizzazioni dei debiti
- I piani di dilazione con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione scontano gli interessi legali in vigore nel momento di concessione e/o sui singoli versamenti. Con l’entrata in vigore del 2%, il costo di un piano di rientro si riduce rispetto al 2023 o al 2024, ma rimane superiore ai livelli minimi di alcuni anni fa.
3.2. Interessi di mora civili e commerciali
- Nei rapporti civili o commerciali in cui non è pattuito un tasso di mora diverso, il creditore potrà pretendere il 2% annuo in caso di ritardo nei pagamenti.
- Se invece il contratto prevede un tasso concordato, quest’ultimo continuerà a valere purché non superi i limiti fissati dalla legge contro l’usura.



