L’acquisto di immobili, terreni, oggetti e opere d’arte che vengono scambiati nel metaverso avviene tramite criptovalute. Questi beni o servizi vengono chiamati NFT.

Ma cosa sono esattamente gli NFT?

Per NFT (Non-Fungible Token), si intende un bene digitale creato tramite un codice informatico e basato su 4 caratteristiche fondamentali:
• rarità;
• unicità;
• proprietà;
• autenticità.
Di solito, gli NFT vengono scambiati e/o collezionati su piattaforme blockchain dietro pagamento di criptovalute. In pratica, sono dei beni digitali unici, capaci di fornire al titolare una garanzia di esclusività, può essere la rappresentazione tridimensionale di un bene reale, un quadro o un qualsiasi altro tipo di oggetto come scarpe, vestiti, automobili (ad es. Alfa Romeo Tonale).

Come è regolamentata la compravendita di NFT a livello fiscale?

Il legislatore fiscale si muove da sempre in ritardo – soprattutto quando si ha a che fare con realtà in rapidissima evoluzione come nel mondo digitale.
Ad oggi non esiste una normativa specifica che regolamenti in Italia gli NFT, occorre procedere per analogie, individuando legge, dottrina e giurisprudenza riferita a strumenti quanto più simili possibile.

E’ importante dire che la difficoltà principale sta nel fatto che ogni NFT coinvolge una molteplicità di soggetti, tra cui il creatore dell’NFT, il titolare, la piattaforma su cui viene scambiato e gli utenti finali. Tutti questi soggetti possono essere all’interno dello stesso territorio, oppure appartenere a Stati diversi, oltre quindi a inquadrare giuridicamente lo strumento occorrerà anche decidere quale normativa nazione applicare al fine dell’assoggettamento IVA, della tassazione sui redditi, per l’individuazione di chi debba effettuare il versamento delle eventuali ritenute fiscale ecc.

Un’altra criticità è rappresentata dal soggetto che pone in essere l’operazione in NFT il quale la può fare in modo occasionale (si pensi ad un collezionista privato) o in modo professionale (ad esempio una società che vende contenuti on line).
In materia di utilizzo di criptovalute diritto e dottrina hanno già delineato delle linee guida abbastanza chiare. In Italia sono soggette a tassazione sia le somme percepite dagli investitori, sia i proventi derivanti dall’attività di intermediazione delle criptovalute svolta in modo professionale ed abituale.
Il rischio è che gli NFT non vengano considerati come attività patrimoniali, bensì come attività finanziarie perché sono molto più vicini alle criptovalute. Gli NFT infatti, non essendo fungibili, non possono essere considerati come valute o criptovalute, ma sono venduti e scambiati utilizzando criptovalute.

Ulteriori approfondimenti nel nostro SPECIALE METAVERSO.