Addio all’esterometro: Dal 1° luglio, salvo proroghe, tutti i titolari di partita IVA sono tenuti all’invio dei dati delle operazioni transfrontaliere tramite SDI con il formato già utilizzato per gestire la fattura elettronica XML, mentre viene meno l’invio massivo trimestrale delle operazioni (il cosiddetto Esterometro) – il nuovo adempimento prevede l’invio di ogni singola operazione.

TERMINI

L’invio allo SDI dovrà essere fatto entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricevimento della fattura estera oppure (se minore) quello dell’effettuazione dell’operazione.

In pratica l’integrazione elettronica della fattura estera e la comunicazione delle operazioni con l’estero continuano ad essere adempimenti distinti, assoggettati a regole differenti, in special modo per quanto concerne le tempistiche e sanzioni.

Dal punto di vista sanzionatorio, infatti, un conto è omettere/ritardare il dato dell’esterometro (2 euro a fattura con il massimo di 400 euro mensili, importi riducibili alla metà se la regolarizzazione avviene entro i 15 giorni successivi), altro conto è commettere violazioni in relazione all’emissione e/o registrazione delle fatture attive/passive.

Bisogna però ricordare che dal 1° luglio anche coloro che intendono gestire le fatture estere in modalità cartacea, devono abbandonare i codici «tipo documento» riservati all’esterometro. Per esempio, non dovranno essere più utilizzati i codici TD10, per le fatture di acquisto intracomunitario di beni, e TD11, per quelle di acquisto intracomunitario di servizi. Al loro posto, andranno indicati i codici previsti per le fatture elettroniche, rispettivamente, TD18 e TD17.