affidamento impianti sportivi PEF

Affidamento diretto degli impianti sportivi: opportunità reale o falsa semplificazione?

Negli ultimi mesi, l’art. 5 del D.lgs. 38/2021 è stato spesso interpretato come una scorciatoia per consentire agli enti locali di affidare direttamente la gestione degli impianti sportivi a società e associazioni sportive dilettantistiche senza scopo di lucro.

In realtà, la portata della norma è molto più circoscritta e richiede un’attenta lettura sistematica.

Il meccanismo previsto dalla norma

La disposizione consente a ASD e SSD non profit di presentare agli enti locali:

  • un progetto preliminare di riqualificazione o ammodernamento dell’impianto sportivo;
  • un piano di fattibilità economico-finanziaria (PEF);
  • una proposta gestionale orientata a finalità di inclusione sociale e aggregazione giovanile.

Qualora l’ente riconosca il pubblico interesse dell’iniziativa, può procedere all’affidamento diretto e gratuito della gestione, per una durata proporzionata all’investimento e comunque non inferiore a 5 anni.

Perché non è una “deroga libera”

L’elemento chiave è che questa previsione non può essere letta isolatamente.

L’affidamento diretto:

  • deroga ai principi di concorrenza, trasparenza e parità di trattamento;
  • si inserisce comunque nel perimetro del Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 36/2023);
  • deve rispettare la disciplina euro-unitaria in materia di concessioni.

Di conseguenza, si tratta di una norma eccezionale, utilizzabile solo in presenza di condizioni rigorose.

I presupposti sostanziali

Per poter ricorrere legittimamente all’art. 5, devono coesistere alcuni requisiti fondamentali:

1. Requisiti soggettivi

La proposta deve provenire esclusivamente da:

  • associazioni sportive dilettantistiche (ASD)
  • società sportive dilettantistiche (SSD) prive di scopo di lucro.

2. Requisiti oggettivi

  • intervento su impianti da rigenerare, riqualificare o ammodernare;
  • presenza di un progetto preliminare strutturato;
  • PEF coerente e sostenibile.

3. Requisiti finalistici

L’iniziativa deve perseguire obiettivi concreti di:

  • inclusione sociale;
  • promozione dello sport giovanile;
  • valorizzazione territoriale.

4. Requisiti economici

Il valore dell’operazione deve rimanere compatibile con le soglie e i principi del sistema degli appalti pubblici.

Il ruolo centrale del PEF

Il piano economico-finanziario rappresenta l’elemento più critico dell’intera operazione.

Non si tratta di un documento formale, ma dello strumento attraverso cui l’ente locale deve verificare:

  • la sostenibilità dell’investimento;
  • la coerenza tra durata della concessione e capitale investito;
  • l’assenza di squilibri economici o benefici indiretti non giustificati;
  • la reale capacità del soggetto proponente di gestire l’impianto.

In questo contesto, l’asseverazione indipendente del PEF assume un ruolo determinante nel ridurre il rischio amministrativo e contabile per l’ente.

Motivazione rafforzata: il vero punto critico

L’utilizzo dell’affidamento diretto richiede un provvedimento amministrativo puntualmente motivato, che dimostri:

  • la sussistenza di tutti i presupposti normativi;
  • l’assenza di alternative competitive più adeguate;
  • la coerenza dell’operazione con l’interesse pubblico.

In assenza di tale motivazione, il rischio di contestazioni (anche ex post) è elevato, sia sotto il profilo amministrativo sia sotto quello contabile.

Affidamento diretto o partenariato pubblico-privato?

Molte operazioni che vengono ricondotte all’art. 5 presentano, in realtà, caratteristiche tipiche del partenariato pubblico-privato (PPP):

  • investimento privato su infrastruttura pubblica;
  • recupero tramite gestione;
  • allocazione dei rischi operativi.

In questi casi, un inquadramento corretto nell’ambito del PPP consente:

  • maggiore solidità giuridica;
  • migliore strutturazione finanziaria;
  • maggiore trasparenza.

Il punto di equilibrio

L’art. 5 del D.lgs. 38/2021 rappresenta certamente uno strumento utile per favorire la riqualificazione dell’impiantistica sportiva, soprattutto nei contesti locali.

Tuttavia, il suo utilizzo richiede:

  • rigore giuridico,
  • solidità economico-finanziaria,
  • capacità di strutturazione dell’operazione.

Non è una scorciatoia, ma una leva tecnica da utilizzare con attenzione.

Il supporto di Lumina Fiduciaria

In operazioni di questo tipo, Lumina Fiduciaria supporta enti locali e operatori attraverso:

  • analisi e validazione dei PEF;
  • asseverazioni indipendenti;
  • supporto nella strutturazione di operazioni in ambito PPP;
  • verifica della sostenibilità economico-finanziaria e della corretta allocazione dei rischi.

Link alla norma completa

Author

Giorgio Romano

Giorgio Romano è il Founder e CEO di Lumina Fiduciaria SpA. Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti iscritto all'Ordine di Torino, Consulente Tecnico del Giudice, con Laurea Magistrale in Economia e Commercio. Dal 2015 guida Lumina Fiduciaria SpA, società fiduciaria autorizzata MIMIT specializzata in gestione patrimoniale, trust, escrow e asseverazione PEF per project financing e gare pubbliche. Ha firmato centinaia di asseverazioni di piani economico-finanziari ai sensi del D.Lgs. 36/2023.