Trust o Mandato Fiduciario?
Trust o Mandato Fiduciario? Cosa sono esattamente e quali sono le differenze?
Innanzitutto, si tratta di due strumenti giuridici diversi, che producono effetti diversi e destinati a soddisfare esigenze diverse, e sono tra i principali strumenti di gestione patrimoniale a disposizione insieme al patto di famiglia, al fondo patrimoniale e agli atti di destinazione.
Partiamo dai punti in comune: entrambi gli strumenti consentono l’intestazione di beni mobili e immobili ad un soggetto terzo (il Trust o la società Fiduciaria) e anche il fine dell’operazione è simile, ovvero lo spossessamento dai beni.
Vediamo le differenze: con il Trust non si prevede la restituzione dei beni al disponente (settlor), ma si trasferisce la proprietà ad un gestore (trustee) affinché questi amministri autonomamente i beni conferiti a favore di un terzo soggetto detto beneficiario. Il Trustee amministra in modo completamente autonomo i beni seguendo le linee guida dettate dal disponente in sede di creazione del Trust.
Al contrario, nel Mandato Fiduciario il disponente intesta i propri beni alla Fiduciaria, ma ne rimane sostanzialmente il proprietario. Il fiduciante potrà continuare a dare disposizione su come desideri che i beni siano amministrati e potrà in ogni momento (fatti salvi patti contrari) revocare il mandato e rientrare in possesso dei beni stessi. Nel Mandato Fiduciario la Fiduciaria non amministra in modo autonomo i beni affidati e non compie nessuna disposizione degli stessi se non a seguito di precisa istruzione da parte del mandante.
Il punto dì forza del Trust risiede proprio nello spossessamento totale dai beni il che (fatte salve revocatore ed atti di annullamento) rendono i beni conferiti in Trust inattaccabili da parte degli eventuali creditori futuri del disponente. Le istruzioni del disponente al trustee restano valide anche dopo la morte del disponente stesso, mentre nel Mandato Fiduciario gli eredi divengono i nuovi fiducianti e possono impartire alla fiduciaria nuove e diverse istruzioni.
Entrando in materia fiscale, incontriamo altre significative differenze tra i due istituti: il mandato fiduciario è completamente trasparente per il fisco. In pratica, il conferimento di beni nel mandato e viceversa la loro restituzione al mandante non costituisce una vendita fiscalmente rilevante, in quanto il proprietario di fatto non è variato, e pertanto l’operazione è fiscalmente escluda da tassazione. Viceversa i redditi generati dai beni conferiti costituiscono un reddito per il mandante.
Al contrario, il Trust è un soggetto passivo d’imposta e fa una sua dichiarazione dei redditi. Il trasferimento dei beni al Trust, dopo un lungo e controverso contenzioso, oggi non è tassato. Il trasferimento costituirà un reddito per il beneficiario solo nel momento in cui beni e diritti verranno assegnati ai beneficiari.
Costo dei due strumenti: il Trust è necessario sia costituito per atto pubblico ed è fondamentale essere assistiti da un legale esperto. Occorre nominare un Trustee di fiducia ed uno o più guardiani incaricati di controllare l’operato del Trustee. La costituzione di un Mandato Fiduciario è sicuramente molto più semplice ed economica. Non è obbligatorio l’atto notarile ed il contratto (salvo casi particolari) non richiede particolari attenzioni in quanto le società fiduciarie adottano contratti i cui contenuti sono preventivamente sottoposti al controllo ed autorizzazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE).
Quindi, la scelta tra trust o Mandato Fiduciario sta nel fatto che sono proprio le singole peculiarità a rendere questi strumenti molto interessanti per gli esperti di wealth management e di finanza straordinaria. Sono entrambi istituti giuridici che richiedono la mano di un professionista esperto, o meglio di un team di professionisti, che sappia consigliare il cliente accompagnandolo in una scelta importante i cui effetti non sono facilmente ed immediatamente percepibili.



