BONUS POS: INCREMENTO DAL 30% AL 100%

La Legge 157/2019 aveva previsto che 1 luglio 2020 un credito di imposta del 30% sulle commissioni addebitate per gli incassi elettronici tramite POS da soggetti privati, oggi incrementato dal Decreto Legge 99/2021 al 100% per le commissioni maturate dal 1 luglio 2021 al 30 giugno 2022.

Si prevede quindi la possibilità di richiedere un credito d’imposta pari al 30% sulle commissioni pagate dagli esercenti che accettano transazioni effettuate con strumenti di pagamento elettronici tracciabili come carte di credito, debito e prepagate in relazione agli incassi regolati a partire dal 1 luglio 2020 da soggetti privati.

Possono accedere al credito d’imposta tutti gli esercenti, attività di impresa, arti o professioni con un fatturato non superiore a 400.000 euro nell’anno d’imposta precedente a quello in cui sono state effettuate le operazioni di pagamento, indipendentemente dal regime di contabilità adottato e dalla tipologia giuridica scelta per l’esercizio dell’attività.

Tutte le transazioni effettuate da un soggetto privato a partire dal 1 luglio 2020 mediante carte di credito, debito o prepagate o altro strumento o modalità di pagamento digitale tracciabile (es. app su smartphone). Sono quindi escluse le transazioni effettuate con carte aziendali.

Vengono quindi conteggiate le commissioni (fisse o in percentuale) addebitate all’esercente in relazione a un’operazione di pagamento effettuata da un consumatore finale con carta o altro strumento di pagamento digitale tracciabile. Sono considerati detraibili anche i costi fissi composti da un canone per la fornitura del servizio di accettazione e un numero variabile di operazioni in franchigia.

I gestori dei servizi elettronici di pagamento rilasciano periodicamente un prospetto con gli importi inerenti il credito d’imposta ed il suo calcolo.

Il credito d’imposta è utilizzabile solo in compensazione (codice tributo 6916), a decorrere dal mese successivo a quello in cui la spesa è stata sostenuta e deve essere indicato in dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di maturazione del credito e in quelle successive fino a conclusione dell’utilizzo. Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e IRAP.