Il contratto di affidamento fiduciario e la Legge sul Dopo di Noi

Sono passati ormai 5 anni dall’entrata in vigore della legge n.112/2016 meglio nota come Legge sul “Dopo di noi”, ma resta ancora uno strumento poco conosciuto anche se rappresenta uno degli istituti più interessanti pensato dal legislatore italiano negli ultimi anni a sostegno delle persone con disabilità grave.

Emanata in attuazione dei principi della Costituzione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con la Legge sul “Dopo di noi” il legislatore ha previsto importanti agevolazioni fiscali e sdoganato per la prima volta un importante strumento giuridico: il “contratto di affidamento fiduciario”.

Come ci sottolinea il nome della legge Dopo di noi) lo scopo prevalente è di fornire soluzioni finalizzate a tutelare le persone con disabilità gravi, e di conseguenza non autosufficienti, dopo la scomparsa dei familiari che se ne stando prendendo cura.

La soluzione introdotta dal legislatore è la creazione di un fondo conferito un “contratto di affidamento fiduciario” o un apposito trust destinato a garantire il sostentamento alla persona non autosufficiente. I due istituti giuridici, seppur in modo diverso, consentono la segregazione del patrimonio destinato al disabile rispetto al patrimonio dei famigliari. In questo modo si ottengono due scopi importanti, da un lato quello primario voluto dal legislatore di garantire una forma di sostentamento dopo la scomparsa dei parenti, ma allo stesso tempo si viene a creare una protezione del patrimonio famigliare da aggressioni di terzi che potrebbero eroderlo a discapito dei beneficiari.

Senza entrare nell’analisi delle specificità dei due strumenti giuridici, entrambi consentono di creare un patrimonio, separato da quello del conferente, detto fiduciante o disponente, destinato ad un soggetto terzo “il beneficiario”. Il Trust rappresenta uno strumento già largamente diffuso nei Paesi anglosassoni per la gestione dei passaggi generazionali, ma non ha mai trovato in Italia una larga diffusione a causa del fatto che non è mai stato recepito dalla nostra normativa. Il “contratto di affidamento fiduciario” e invece un istituto di diritto italiano  (proprio grazie alla legge 112/2016) che prevede l’affidamento del patrimonio ad una “società Fiduciaria” la quale svolge statutariamente la funzione di intestazione di beni mobili e immobili di terzi ed è soggetta a specifiche normative e controlli.

Spesso si focalizza l’attenzione solo sulla necessità di accantonare un patrimonio sufficiente per garantire un futuro sereno alla famiglia senza pensare anche a proteggerlo da  pignoramenti a seguito di ingiunzioni da parte di creditori personali, fallimento dell’imprenditore, cartelle esattoriali, ecc…  Grazie al conferimento del patrimonio ad una società fiduciaria o ad un trust al verificarsi di tali eventi il patrimonio sarà comunque inattaccabile in forza della destinazione al sostegno di soggetti fragili considerata dal legislatore preordinata ai diritti di eventuali creditori.

A rendere ancora più interessate questa soluzione sono gli incentivi fiscali previsti dalla legge 112/2016. Infatti, ai conferenti spetta una detrazione d’imposta di ammontare pari al patrimonio conferito, fino a concorrenza al 25% del reddito imponibile con un massimo  fino alla significativa somma di 100 mila euro all’anno.

Inoltre l’intera somma conferita non sarà inoltre assoggettata all’imposta di successione né al momento to del conferimento né al momento in cui verrà trasferita al beneficiario.

Da un lato l’introduzione del “contratto di affidamento fiduciario” già battezzato il “Trust all’italiana” e dall’altra l’introduzione di significativi incentivi fiscali mettono a disposizione uno strumento molto interessante anche per una famiglia delle “middle class”. Pensiamo a 2 coniugi quarantenni impiegati con un reddito lordo annuo familiare di 120 mila ero, casa di proprietà e due figli in età scolare di cui uno affetto da una grave forma di disabilità. Potrebbero costituire un fondo fiduciario destinato al figlio disabile conferendo 20 mila euro l’anno per 20 anni creando un patrimonio di 400 mila ero ed allo stesso tempo con un risparmio d’imposta di circa 160 mila euro (ipotizzando una aliquota marginale media della famiglia del 40%) e pertanto con un impegno netto di 240 mila euro. I conferimenti potrebbero essere investiti in una polizza assicurativa o in fondi di investimento portando al termine alla creazione di un patrimonio di 550 mila euro (ipotizzando un rendimento annuo del 2%).

Allo stesso tempo, grazie agli incentivi fiscali, l’impegno finanziario per la creazione del fondo avrà  gravato  di meno sul patrimonio della famiglia permettendo in tal modo all’altro figlio di non subire una erosione della sua quota di legittima dell’eredità.

In caso di premorienza del beneficiario del fondo, il patrimonio ritornerebbe nella disponibilità della famiglia senza che siano dovute imposte, e senza che sia dovuta la restituzione degli incentivi fiscali di cui si è beneficiato fino a quel momento.

Inoltre, il contratto di affidamento fiduciario può prevedere una serie di interessanti soluzioni finalizzate alla gestione successoria di beni quali l’immobile in uso alla famiglia, le  modalità di impiego dei fondi conferiti e sulle modalità di spesa.

Per sfruttare al meglio gli incentivi previsti dalla Legge sul “Dopo di noi” è essenziale essere affiancati da professionisti esperti che, oltre alla padronanza della Legge 112/2016 in se, impostino una corretta pianificazione successoria utilizzando e combinando correttamente tra loro i diversi istituti giuridici (patto di famiglia, testamento, trust mandato fiduciario ecc…) in modo da costruire una soluzione su misura mettendo al centro le specifiche necessità del disabile, ma con un occhio attento alle esigenze presenti e future di tutta la famiglia trasformando così questo importante momento non come l’atto di disposizione delle ultime  volontà dettate ad un notaio , ma come il punto di partenza per pianificare un sereno futuro di tutta la famiglia durante e “dopo di noi”.