RIFERIMENTI NORMATIVI

La Legge di Bilancio 2020 (art. 1 commi 185-197 della L. 160/2019) ha introdotto un credito d’imposta parametrato agli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal 01/01/2020 al 31/12/2020 ovvero entro il 30/06/2021 a condizione che entro il 31/12/2020 l’ordine sia accettato dal venditore e l’acquirente abbia pagato almeno il 20% di acconto del costo del bene. Tale credito d’imposta sostituisce il superammortamento e l’iperammortamento che non sono stati prorogati.

La Legge di Bilancio 2021 (art. 1 commi 1051-1063 della L. 178/2020) ha riproposto il credito d’ imposta sopra citato parametrato agli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal 16/11/2020 al 31/12/2022 ovvero entro il 30/06/2023 a condizione che entro il 31/12/2022 l’ordine sia accettato dal venditore e l’acquirente abbia pagato almeno il 20% di acconto del costo del bene. Tale Legge di Bilancio 2021 ha apportando alcune modifiche rispetto alla Legge di Bilancio 2020 che saranno di seguito esposte.

SOGGETTI BENEFICIARI

I soggetti beneficiari sono tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, inclusi gli esercenti arti e professioni (per questi ultimi gli investimenti oggetto dell’agevolazione sono solo quelli in beni materiali ordinari) incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendenti dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito. Infatti sono ammesse al beneficio anche le imprese che determinano il reddito con criteri forfettari o con l’applicazione di regimi d’imposta sostitutivi.

Per poterne beneficiare le imprese devono essere in regola con la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabile in ciascun settore e con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Non possono beneficiare del credito d’mposta i soggetti in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o da altra procedura concorsuale, o coloro ai quali è stata erogata una sanzione interdittiva.

INVESTIMENTI AGEVOLABILI

Come previsto dalla legge di Bilancio 2020 sono agevolabili gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa (ordinari e industria 4.0 indicati nell’allegato A della L. 232/2016) e i beni immateriali nuovi strumentali indicati nell’allegato B della L. 232/2016 utilizzati da siti produttivi ubicati in Italia. Per gli investimenti a partire dal 16/11/2020 la legge di Bilancio 2021 ha fatto rientrare tra i beni agevolabili anche gli investimenti in beni immateriali strumentali diversi da quelli indicati nell’allegato B sopra citato.

Non sono agevolabili i seguenti beni: veicoli e altri mezzi di trasporto individuati dall’art. 164, comma 1, del Tuir; beni indicati nel DM 31.12.1988 con aliquota inferiore al 6,5%; fabbricati e costruzioni; beni di cui all’allegato 2 L. 2018/2015; beni gratuitamente devolvibili dalle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, acqua, trasporti, infrastrutture, poste, telecomunicazioni, raccolta e depurazione delle acque di scarico e raccolta e smaltimento rifiuti.

ENTITA’ DEL CREDITO DI IMPOSTA, DURATA E MOMENTO DAL QUALE SI PUO’ UTILIZZARE

Legge di Bilancio 2020

La Legge di Bilancio 2020 prevede un credito di imposta che può essere utilizzato in compensazione sul modello F24 con una aliquota variabile a seconda della tipologia di bene oggetto di investimento:

  1. 6% del costo di acquisto in beni materiali strumentali non ricompresi nell’allegato A e B della Legge 232/2016 che possiamo definire BENI MATERIALI ORDINARI per un importo massimo di 2 milioni di euro. Nel caso di locazione finanziaria il costo è quello sostenuto dal locatore;
  2. 40% del costo di acquisto in beni strumentali materiali ricompresi nell’Allegato A della Legge 232/2016 (per semplificare possiamo definirli BENI INDUSTRIA 4.0) fino a un investimento di 2,5 milioni di euro e poi scende al 20% oltre tale importo fino a un massimo di 10 milioni di euro;
  3. 15% del costo in beni immateriali strumentali ricompresi nell’Allegato B della Legge 232/2016 (per semplificare possiamo definirli BENI INDUSTRIA 4.0) fino a un massimo di 700.000 euro.

Il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione dall’anno successivo a quello di entrata in funzione del bene (caso A) o dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione (casi B e C) in 5 quote annuali di pari importo nei casi A e B ridotte a 3 quote nel caso C.

Legge di Bilancio 2021

Anche la Legge di Bilancio 2021 prevede un credito d’imposta che può essere utilizzato in compensazione sul modello F24 con una aliquota variabile a seconda della tipologia di bene oggetto di investimento e del periodo in cui si sostiene il costo dello stesso:

Se l’investimento avviene nel periodo 16/11/2020-31/12/2021 (ovvero 30/06/2020 se entro il 31/12/2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di almeno il 20% del costo di acquisizione) :

  1. 10% del costo di acquisto in beni materiali e beni immateriali non ricompresi nell’allegato A e B della Legge 232/2016, BENI ORDINARI, per un importo rispettivamente di massimo di 2 milioni di euro per i beni materiali e 1 milione di euro per i beni immateriali. Nel caso di locazione finanziaria il costo è quello sostenuto dal locatore;
  2. 15% in caso di strumenti e dispositivi tecnologici destinati dall’impresa alla realizzazione di modalità di lavoro agile (ex art. 18, L. 81/2017);
  3. 50% del costo di acquisto in beni materiali ricompresi nell’Allegato A della Legge 232/2016 (BENI INDUSTRIA 4.0) fino a un investimento di 2,5 milioni di euro, 30% tra 2,5 milioni di euro e 10 milioni di euro, poi scende al 10% oltre tale importo fino a un massimo di 20 milioni di euro;
  4. 20% del costo di acquisto in beni immateriali ricompresi nell’Allegato B della Legge 232/2016 (BENI INDUSTRIA 4.0) fino a un investimento di 1 milione di euro.

Se l’investimento avviene nel periodo 01/01/2022-31/12/2022 (ovvero 30/06/2023 se entro il 31/12/2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di almeno il 20% del costo di acquisizione) :

  1. 6% del costo di acquisto in beni materiali e immateriali ordinari non ricompresi nell’allegato A e B della Legge 232/2016 per un importo rispettivamente massimo di 2 milioni di euro per i beni materiali e 1 milione di euro per i beni immateriali. Nel caso di locazione finanziaria il costo è quello sostenuto dal locatore;
  2. 40% del costo di acquisto in beni materiali ricompresi nell’Allegato A della Legge 232/2016 (BENI INDUSTRIA 4.0) fino a un investimento di 2,5 milioni di euro, 20% tra 2,5 milioni di euro e 10 milioni di euro, poi scende al 10% oltre tale importo fino a un massimo di 20 milioni di euro;
  3. 20% del costo di acquisto in beni immateriali ricompresi nell’Allegato B della Legge 232/2016 (BENI INDUSTRIA 4.0) fino a un investimento di 1 milione di euro.

Il credito di imposta può essere utilizzato in compensazione dall’anno di entrata in funzione del bene (solo per i beni materiali e immateriali ordinari) o dall’anno di avvenuta interconnessione (per i beni industria 4.0 materiali e immateriali) in 3 quote annuali di pari importo ridotte a 1 sola quota annuale nel caso di investimenti in beni materiali ordinari da parte di soggetti con volume di ricavi o compensi inferiori a  5 milioni di euro.

Entrambe le leggi prevedono che i soggetti che si avvalgono del credito di imposta devono conservare la documentazione che dimostri sia l’acquisto oggetto di investimento e sia i conteggi che hanno originato il credito di imposta. La fattura deve riportare gli estremi normativi: articolo 1 commi 184-194 L. 160/2019 (per la legge di Bilancio 2020) oppure articolo 1 commi 1054-1058 L. 178/2020 (per la legge di Bilancio 2021). Qualora la fattura non riporti i riferimenti normativi bisognerà integrarla a mano inserendoli sulla copia cartacea o procedere ad un’integrazione elettronica da unire all’originale secondo le indicazioni riportate nella circolare n. 14/E del 2019 sul tema dell’inversione contabile.

Per i beni Industria 4.0, i soggetti sono tenuti a produrre una perizia tecnica semplice rilasciata da un ingegnere o da un perito industriali iscritto all’albo o da un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato che attesti le caratteristiche tecniche dei beni rientranti negli elenchi di cui agli allegati A e B della L. 232/2016 e che siano interconnessi al sistema aziendale. Per i beni di costo inferiore ai 300.000 euro i documenti di cui sopra possono essere sostituiti da una dichiarazione del legale rappresentante ai sensi del DPR 445/2000.

I soggetti che investono nei beni Industria 4.0 dovranno fare una comunicazione al Ministero per la quale mancano ad oggi le modalità attuative.

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito nonché alla base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive, è cumulabile con altre agevolazioni purché entro il limite del costo sostenuto.  Può essere utilizzato senza il preventivo invio della dichiarazione fiscale e non è soggetto al limite di utilizzazione dei crediti di imposta da quadro RU di 250.000 euro (art. 1 comma 53 L 244/2007), né al limite generale annuale di compensazione dei crediti relativi ad imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo per ammontare superiore a 1.500 euro (art 31 del DL 78/2020).

PERDITA DEL CREDITO DI IMPOSTA

Qualora l’investimento fosse ceduto a titolo oneroso o trasferito ad un’altra struttura produttiva  ubicata all’estero, anche se appartenente allo stesso soggetto, prima del 31/12 del secondo anno successivo a quello di entrata in funzione ovvero a quello di avvenuta interconnessione, il credito di imposta è ridotto escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo. Il maggior credito eventualmente utilizzato in compensazione dovrà essere riversato dal soggetto entro il termine di versamento a saldo dell’imposta sui redditi dovuta per il periodo di imposta in cui si verifichino le suddette ipotesi senza l’applicazione di interessi e sanzioni.

Approfondimento curato da

Giorgia Mondo

Dottoressa Commercialista

Partner Lumina Fiduciaria