La disciplina delle Società Fiduciarie in Italia risale ad un Regio decreto del 1939 (Legge 23.11.39 n 1966) che all’articolo 1 le identifica come società “che, comunque denominate, si propongono sotto forma di impresa, di assumere l’amministrazione dei beni per conto di terzi, l’organizzazione e la revisione contabile di aziende e la rappresentanza dei portatori di azioni e di obbligazioni».

Oggi in Italia ci sono 236 Società Fiduciarie (come risulta dal registro pubblico tenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) le quali si dividono prevalentemente in due categorie: “dinamiche” e “statiche”. Le prime, anche dette di “gestione”, gestiscono i mezzi finanziari messi a disposizione dal cliente in base a mandato generico per collocare e negoziare titoli, restando a carico del cliente i rischi delle operazioni.

Le seconde, anche dette di “amministrazione”, amministrano i beni o i mezzi finanziari secondo le istruzioni ricevute dal cliente che mantiene il diritto di modificarle, integrarle o revocarle in ogni momento.

Le fiduciarie di gestione sono tipicamente di derivazione bancaria e sono sottoposte iscrizione nell’albo delle SIM detenuto dalla Consob, mentre le seconde sono sottoposte al diretto controllo da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

Lo strumento principale con cui operano le Società Fiduciarie statiche è il “mandato fiduciario” con il quale il cliente detto “fiduciante” affida alla fiduciaria l’amministrazione con o senza intestazione di partecipazioni, crediti, liquidità, strumenti finanziari d’investimento, polizze vita, opere d’arte e preziosi, immobili e terreni.

I beni restano nella proprietà sostanziale del fiduciante e la società fiduciaria acquisisce esclusivamente la legittimazione ad amministrarli e disporne sulla base delle istruzioni ricevute dal fiduciante e nei limiti del pactum fiduciae realizzato. Assistiamo pertanto ad una dissociazione fra intestazione e proprietà (secondo lo schema della cosiddetta fiducia germanistica).

Sulla base dei dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico (Società Fiduciarie e di revisione autorizzate ai sensi della L1966/39 Statistiche Bilanci 2017) la massa amministrata dalle fiduciarie italiane ammonta a 124,2 miliardi di euro. Negli anni passati hanno contributo all’incremento della massa amministrata interventi normativi come gli scudi fiscali e la Voluntary Disclosure finalizzate alla regolarizzazione e rimpatrio di capitale detenuti all’estero dai residenti in Italia.

La “Legge sul dopo di Noi” (Legge 112/2016) ha introdotto nel nostro ordinamento, il Contrato di Affidamento Fiduciario che, accanto al Trust (istituto di diritto internazionale non ancora regolamentato dal legislatore italiano), rappresenta un nuovo campo di azione delle Società Fiduciarie per i servizi di Servizi di Family Governance per la creazione di un patrimonio separato e segregato.

In fine, oltre alle tipiche attività svolte dalla Società Fiduciarie fin qui illustrate, nell’ambito di operatività della Società Fiduciarie, rientrano altresì una serie di servizi di garanzia in sede di operazioni di M&A (Closing, Escrow & Payment services), gestione passaggi generazionali (redazione patti di sindacato e patti di famiglia) e servizi di outsourcing amministrativo.

Negli ultimi anni a seguito dell’introduzione delle normative internazionali antiriciclaggio il diritto alla riservatezza è stato sacrificato in nome della pubblica sicurezza, le Società Fiduciarie sono così state assoggettate a numerosi adempimenti quali l’identificazione del titolare effettivo e la segnalazione delle operazioni sospette ed al rigoroso controlla da parte della Banca d’Italia. Sebbene ciò ne abbia a prima vista limitato l’operatività ha contribuito ad allontanare i sospetti di favoreggiamento di operazioni illegali a favore della conquista di un nuovo ruolo sociale a tutela di un diritto alla privacy sempre più sentito e di tutela di diritti meritevoli di tutela come nel caso del Contratto di Affidamento Fiduciario in cui la Società si fa carico di custodire e segregare un patrimonio destinato al sostentamento di soggetti deboli quali i portatori di handicap.

Oggi ad oltre ottant’anni dalla loro comparsa nel nostro ordinamento giuridico le Società Fiduciarie, anche se sono ancora uno strumento non conosciuto al grande pubblico, rappresentano una soluzione ottimale per la gestione di molte situazioni che richiedo riservatezza, ma senza compromettere la sicurezza garantita ai clienti dall’attività esclusiva e dal complesso sistema di controlli a cui le Fiduciarie oggi sono assoggettate.